Categoria: TEATRO
A T T I L IO
Di Flavia Ripa
con la complicità di Paola Tintinelli
con la collaborazione di Michela Carìa e Stefano Zullo
Col sostegno del CTB-centro teatrale bresciano
Vincitore del Premio delle Arti Lidia Petroni/Residenza Idra
2018 Menzione Speciale Asti Scintille 2019
E col sostegno di Argelab Milano.
Motivazioni premio Scintille:
INTERVISTA 28/04/2023
a CLIMBING RADIO.
RASSEGNA STAMPA
Ascolti e link consigliati:
VIDEO : ︎L’ultimo tema di Attilio, datato 1991.
VIDEO: SOUNDTRACK ATTILIO live session, quarantena.
VIDEO: SI VIVE BENE AL SUD, singolo della Soundtrack della
pièce.
A T T I L IO
Di Flavia Ripa
con la complicità di Paola Tintinelli
con la collaborazione di Michela Carìa e Stefano Zullo
Col sostegno del CTB-centro teatrale bresciano
Vincitore del Premio delle Arti Lidia Petroni/Residenza Idra
2018 Menzione Speciale Asti Scintille 2019
E col sostegno di Argelab Milano.
Motivazioni premio Scintille:
[...] Allo spettacolo Attilio per la notevole prova d’attrice di Flavia
Ripa in un assolo a più voci ben congegnato anche dal punto di vista
dell’uso dello spazio scenico. Dello spettacolo è stato apprezzato
anche il tentativo ben riuscito di una “storicizzazione” dell’Italia anni
’90 colta nel passaggio tra l’analogico e il digitale e le nuove paure di
una società italiana incapace di gestire la nuova realtà multietnica.
INTERVISTA 28/04/2023
a CLIMBING RADIO.
IL SUGGERITORE
Night Live di lunedì 04/03/2024
A cura di: Ira Rubini
intervnto Flavia Ripa
Night Live di lunedì 04/03/2024
A cura di: Ira Rubini
intervnto Flavia Ripa
RASSEGNA STAMPA
Ascolti e link consigliati:
VIDEO : ︎L’ultimo tema di Attilio, datato 1991.
VIDEO: SOUNDTRACK ATTILIO live session, quarantena.
VIDEO: SI VIVE BENE AL SUD, singolo della Soundtrack della
pièce.
ATTILIO
Repliche
14-15 marzo 2026 Linguaggi Creativi-Milano
SINOSSI
Quadrella, 1991.
Un paese del Sud Italia che se lo cerchi sulla cartina non lo trovi.
Sui telegiornali passano le immagini di 20.000 albanesi che sbarcano sulle coste adriatiche, mentre qui la vita scorre apparentemente tranquilla tra feste estive, 25 chiese, 7 fontane, 1 cineteatro, bocche larghe e occhi dietro le persiane.
La famiglia Indino è rinomata in paese: Barbara forse quest’anno riesce a farsi una vacanza, Armando, che c’è ma non c’è, Stefania Betulla così ribelle da aggiungersi un H al nome, e Nonna col suo seguito di moscerini della frutta.
Tutto normale, finché Attilio il figlio minore - 9 anni - decide di comportarsi come se ne avesse 80.
Vestiti da nonno, cibi frullati, bocce coi pensionati, visita ai cantieri e briscola al bar al posto della scuola.
I vicini cominciano a mormorare, il prete “canta” e la reputazione della famiglia traballa.
Gli Indino si ritrovano sotto i riflettori per i motivi sbagliati.
Attilio costringe tutti a fare i conti con silenzi, segreti e legami incrinati che nessuno vuole ammettere.
Un poemetto grottesco familiare nell'Italia di Hit Mania Dance Estate 91 e dei primi cellulari a mattoncino, dove un bambino scopre che casa non è il posto più sicuro del mondo.
Mentre l'Europa cambia e la gente attraversa i mari in cerca di futuro, qui a Quadrella, qui a casa Indino e chissà dove altro, la distanza più difficile da percorrere è quella tra una stanza e l'altra della stessa casa.
NOTE
Scrivendo, o meglio ancora, reinventando la mia storia, il confine tra memoria e immaginazione mi si è rivelato moltosottile.
Quello che credevo sogno, forse era ricordo.
Che c'è un fondo oscuro dentro le case, dentro i legami, dentro la famiglia, dentro l’educazione sentimentale e il vocabolario affettivo.
Come se il significato non abitasse nei dizionari, ma nei toni, negli sguardi, nei silenzi che le accompagnano.
Poi mi sono ricordata del monachello, (o è successo davvero?), quella paralisi nel sonno: lui era un famoso spiritello di cui parla la tradizione del sud, dagli anziani ne sentì parlare, e per sberleffo combinava guai e faceva dei tiri come mettersi sul petto mentre dormi, la notte.
Mi sono lasciata guidare da quello scarto tra il noto e lo sconosciuto, tra la facciata e la crepa, attratta dal perturbante.
Negli ultimi anni si registra anche in Italia un aumento del numero di adulti che scelgono di interrompere o limitare drasticamente i rapporti con la propria famiglia d’origine.
E ogni incontro fatto, ogni storia ascoltata durante la ricerca prima della messa in scena, proponeva simili percorsi, o altre genealogie di dolore, altre ribellioni o silenzi tossici.
Qualcuno ha rotto. Qualcuno è scappato. Qualcuno è rimasto e si è spento piano.
Questo fenomeno, conosciuto nel contesto anglosassone come “Estranged Adult Children” riguarda soprattutto figli adulti che si allontanano da genitori percepiti come tossici, manipolatori o abusanti.
Scegliere di andarsene è spesso un gesto di rottura che rifiuta l’abuso e mette in discussione un intero sistema culturale che ci vuole figli per sempre, fedeli a ogni costo. Alla Patria al padre alla sacra famiglia.
Inventare questa storia è stato un modo per non lasciare la mia a metà.
Benvenuti questa è la storia della famiglia Indino, dei suoi mostri e del suo naufragio.
Ho voluto scriverla perché anche il naufragio ha la sua lingua.

E raccontare è, in fondo, una forma di ritorno.